DOPO LA MALATTIA LA VOGLIA DI RICOMINCIARE

È il sogno più grande dei piccoli pazienti ricoverati all'ospedale Bambino Gesù di Roma

Giulia Poggio, 12.04.2017

TORINO – Sono pronto? Cosa penseranno i compagni? Come mi tratteranno gli insegnanti? Sono alcune delle domande che “frullano” nella testa di un bambino oncologico, che dopo lunghe degenze e continue visite ospedaliere, si trova ad affrontare il ritorno tra i banchi di scuola. Un iniziale spiraglio di normalità, che permette al piccolo paziente di instaurare nuovamente relazioni sociali con i coetanei, riducendo il senso di solitudine nato a seguito della malattia e rafforzando la sensazione di essersi lasciato il peggio alle spalle.

Tale esperienza la raccontano in prima persona i ragazzi ricoverati all'ospedale pediatrico più grande d'Europa, il Bambino Gesù di Roma, che recentemente ha aperto le porte alle telecamere, per dimostrare lo straordinario coraggio dei piccoli degenti, che quotidianamente lottano contro la malattia.

Il ritorno a scuola infatti, seppur tanto atteso, rappresenta una tappa molto delicata nel percorso di guarigione del bambino e può presentare non poche difficoltà, generando in genitori ed insegnanti ansie e preoccupazioni, legate al pensiero di non essere sufficientemente preparati. Tra questi ci sarà sempre chi porrà mille domande, cercando di scoprire tutto sulla malattia, che al contrario il paziente vorrebbe dimenticare. Mentre d'altra parte ci sarà chi sembra non essersi accorto della malattia, ponendosi nei confronti del malato come se nulla fosse cambiato.

Qualsiasi sia l'atteggiamento adottato, è necessario tenere presente che la malattia è qualcosa che ha un impatto fisico ed emotivo molto forte sul bambino e sulla sua famiglia, ma anche sulle persone che fanno parte della sua quotidianità, quali insegnanti e compagni di scuola. Se da una parte l'alunno, a causa della malattia che influisce su strutture ancora in via di sviluppo, può presentare problemi di scarsa concentrazione o isolamento sociale, dall'altra dimostra solitamente una maturità ben al di là delle sue possibilità: cambiano radicalmente la scala di valori e le prospettive, che portano ad un ridimensionamento delle priorità e degli affetti.

L'importante è non strafare e non pretendere troppo da se stessi, ma al contrario ascoltare quanto più possibile i segnali che corpo e mente ci inviano, per un graduale ma efficace ritorno alla normalità e all'indipendenza. L'autonomia del paziente oncologico è infatti la parola chiave dell'ottava puntata della docu-fiction “I ragazzi del Bambino Gesù”, in onda ogni domenica su Rai Tre. Focus del percorso assistenziale, che vede la collaborazione di medici, infermieri, volontari e associazioni, è la soddisfazione di bisogni più semplici e apparentemente insignificanti, ma necessari a promuovere il processo di guarigione del paziente e il suo ritorno alla normalità.

Riuscire a portare a termine le attività a cui ci si dedicava prima della diagnosi della malattia, infonde nel paziente grande fiducia, oltre che un profondo senso di conquista e di libertà, dimostrando che ricominciare è possibile, senza paura, senza dipendenza e senza preoccupazioni.

È stato così per Klizia e Ginevra, che si sono conosciute durante la malattia grazie all'esperienza di Nave Italia e ora stanno per affrontare una prova molto importante: il ritorno a scuola. Un evento apparentemente comune, ma carico di emozioni e propedeutico al graduale ritorno alla normalità. Entrambe sono agitate, perché non sanno ciò che le attenderà, ma allo stesso tempo contente di rivedere i vecchi compagni e di tornare in un luogo da cui sono rimaste lontano a lungo.

Ma le notizie positive non sono finite. Si, perché Klizia, ex nuotatrice professionista, ha finalmente ricevuto dai suoi medici il via libera per tornare in piscina, dopo due anni di interruzione forzata. In un crescendo di emozioni, la ragazza romana torna finalmente in acqua, la sua grande passione. «Da quando ero piccola mi è sempre piaciuta l'acqua – dichiara sorridente alle telecamere – andavo anche dove non toccavo, non ho mai avuto paura. E ora finalmente potrò farlo di nuovo».

Notizie confortanti anche per Alessia, 16 anni e ricoverata al Bambino Gesù perché affetta da cardiopatia congenita, ma decisa, nonostante le sue condizioni, a non darsi per vinta. Grazie all'efficacia delle cure però, le sue condizioni stanno gradualmente migliorando, tanto da non essere più tra i pazienti che necessitano un trapianto urgente. Le viene quindi concesso, con suo grande stupore e conseguente gioia, di partecipare alla gita scolastica organizzata dal suo istituto a Strasburgo. Un piccolo gesto che le permetterà di stare con i suoi coetanei e di coltivare la sua passione per i viaggi.

Due storie diverse, fatte di sorrisi, di speranza, di sogni che si avverano. A tal proposito si rivelano significative le parole del direttore generale Rai Antonio Campo Dall'Orto, in occasione dell'udienza privata in Vaticano, concessa da Papa Francesco ai ragazzi protagonisti del documentario: «La vita ci mette alla prova continuamente, a volte in maniera durissima e inaspettata come capita ai bambini e ai ragazzi del Bambino Gesù – ha dichiarato – sono convinto che il racconto delle loro storie possa infondere forza e coraggio a chi purtroppo si trova in situazioni analoghe».

I ragazzi del Bambino Gesù torna per il penultimo appuntamento domenica 16 Aprile alle 22.50 su Rai Tre.

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