IDENTITÁ E MISSIONE DEI SALESIANI DI DON BOSCO

Con gli Exallievi ed Exallieve, portatori di Luce al mondo intero, in visita nella terra del Santo

GIANNI FERRARO - 08.05.2012

Il presidente confederale Francesco Muceo e il sindaco Lodovico GillioTORINO –  «Benvenuti nella terra di Don Bosco, benvenuti nella Casetta  in cui è nato  Domenico Savio»: è il caloroso saluto di Lodovico Gillio, sindaco del Comune di “Riva presso Chieri”, nell’accogliere gli ex allievi ed allieve delle scuole salesiane nel mondo con il loro presidente Francesco Muceo, in occasione del congresso internazionale svoltosi a Torino, dal 27 al 29 Aprile 2012, per il centenario della Confederazione.

La meridiana sulla casetta di Domenico SavioVola con me nel Tempio di Dio” recita la scritta sulla meridiana della Casetta nativa di Domenico Savio, il Santo delle mamme e delle culle, quasi volesse essere proprio lui, quale giovane allievo di don Bosco, ad accompagnare gli oltre 200 partecipanti -provenienti da 22 nazioni  in rappresentanza di tutti i continenti-  a visitare, nella giornata di sabato 28, i luoghi dell’infanzia del suo grande maestro San Giovanni Bosco.

Il colle don Bosco e la maestosa BasilicaDalla lieve collina detta “colle don Bosco”, nell’omonimo Comune di Castelnuovo si erge maestoso ed imponente il “Tempio di don Bosco”, meravigliosa Basilica composta da due chiese sovrapposte, potente faro che irradia Luce di Dio al mondo intero attraverso la preziosa opera dei suoi salesiani, attualmente guidati dal Rettor Maggiore don Pascual Chavez. L'interno della Basilica e il Cristo ligneoVisitare questi luoghi significa scoprire le origini della straordinaria personalità di San Giovanni Bosco  che ha fatto di Torino, nella sua Casa Madre di Valdocco, la “culla del carisma e della missione salesiana”, così Chavez definisce il luogo scelto per la celebrazione del centenario della Confederazione. 

Don Pascual Chavez accende la lampada di Michelangelo BiancoMagnificamente organizzato dal gruppo di lavoro coordinato da Michelangelo Bianco, il Congresso si è rivelato particolarmente ricco di contenuti e momenti significativi. Tra questi, la cerimonia della “Consegna della Luce” nella Basilica del Colle don Bosco con l’accensione e la consegnaLa consegna della lampada lignea ai rappresentanti di tutte le nazioni presenti dell’originale lampada lignea -una stupenda opera d’arte marchiata dalla scritta “Exallievi portatori della Luce di Don Bosco” realizzata dall’Istituto Salesiano di Chatillon in Valle d’Aosta-  ai rappresentanti di tutte le nazioni presenti  e la cerimonia della “Offerta dell’Olio”, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, per alimentare la lampada votiva all’altare dove riposa la salma del Santo, segno tangibile dell’impegno e dell’affetto degli ex allievi ed allieve. 

Identità e Missione Salesiana

Sullo sfondo il dipinto raffigurante don Bosco e i giovani nella chiesa inferioreNella lectio magistralis sul tema “L’exallievo di Don Bosco e l’impegno oggi nella società e nella Chiesa” il Rettor Maggiore don Pascual Chavez ricorda come tutta l’educazione salesiana sia orientata a formare “onesti cittadini e buoni cristiani”,  ed in questo binomio si trova l’identità e la missione degli Exallievi di Don Bosco  chiamati ad essere “sale della terra e luce del mondo, e lievito che fermenta la massa” proprio come Gesù disse ai suoi discepoli.  Chavez sottolinea, pertanto, che l’identità più profonda dell’Exallievo è quella di “essere” per «avere significato e rilevanza: dalla presenza di veri credenti dipende la manifestazione di Dio e del Suo Amore nel mondo». “Essere” vuol dire collaborare attivamente alla umanizzazione del mondo creando “reti di bene” ed in particolare, aggiunge Chavez: «come Exallievi c’è un contributo specifico da dare: credere nella gioventù, scommettere sull’educazione, promuovere il Sistema Preventivo, convinti che la scelta di Don Bosco per affrontare i problemi sociali, quella dell’educazione, è non solo la più giusta, ma anche la più efficace».

Messaggio finale del Rettor Maggiore

Il nutrito gruppo dei partecipantiNell’invitare tutti a non avere un atteggiamento rinunciatario ripiegato su sé stessi, don Pascual Chavez chiosa  lanciando un forte messaggio: «occorre mantenere vivo e se possibile incrementare il nostro dinamismo, occorre aprirsi con fiducia a nuovi rapporti, non trascurare alcuna delle energie che possono contribuire alla crescita culturale e morale … se sapremo farlo, l’Associazione renderà un grande servizio non solo alle nazioni da cui provenite e dove svolgete la vostra missione,  ma anche a tutto il mondo».

E con Torino 2012 inizia il nuovo corso !

La statua di Don Bosco Messaggio accolto a pieno dall’attuale presidente confederale, Francesco Muceo, che già nel saluto di apertura del convegno mondiale, ricordando Don Bosco “straordinario uomo di Dio, il cui zelo non conobbe confini perché nella sua carità avrebbe voluto abbracciare l’universo senza alcun miraggio terreno”, rimarcava la necessità che «da Torino debba iniziare un nuovo cammino che ci porti ad un vero rilancio dell'Associazione, a partire dai giovani che rappresentano l'essenza e la forza del nostro futuro». Muceo evidenzia quindi l’importanza di aprirsi con delle “partnership” al mondo imprenditoriale com’è  avvenuto , per la prima volta nella storia della Confederazione , con la multinazionale dell’energia Schneider Electric S.p.A in occasione di questo Congresso centenario di Torino. 

Maria Ausiliatrice

Ed ancora, parlando di futuro, sostiene: «dobbiamo ritornare in maniera efficace a Don Bosco per crescere nel senso di appartenenza» attraverso la conoscenza del nuovo Statuto promulgato dal Rettor Maggiore il 24 giugno dello scorso anno 2011, e «dobbiamo fortificare l’impegno sociale ed ecclesiale per crescere in quantità, qualità ed identità».  Conclude con l’augurio di Manzoniana memoria: «Adelante!  - aggiungendo - Don Bosco e Maria Ausiliatrice ci aiutino e sostengano sempre ». 

 

Foto Reportage di © ENZO A. BORIN - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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